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Nicolò Alunno
In casa di un artista del ‘400...
Entrate in via dei Monasteri a Foligno e ritrovate lo spirito di un luogo. Il monastero di terziarie francescane, fondato verso la fine del ‘300 dalla beata Angelina, è ancora qui, al numero 46. Bussate a questa porta e farete una delle esperienze più singolari che possano capitare a un viaggiatore d’arte. Tra chiostri e oratori, nel coro e nel refettorio, è racchiuso un campionario della pittura folignate del ‘400, del più grande dei pittori di Foligno, quel Niccolò Alunno al quale Berenson riserva “un posto eminente”. Si affacciava su una via che col tempo è stata ingoblata nel monastero con tutte le sue costruzioni. Che avesse qui casa e bottega si era saputo, ma è stato il terremoto di tre anni fa a dare l’occasione per trovarne i segni con un restauro esemplare appena terminato, che è stato diretto da Giordana Benazzi della Soprintendenza umbra.
“Siamo riusciti a recuperare tutto perché tutto è stato salvato nel corso dei secoli”, dalle travi di castagno al pavimento di cotto. Entriamo in casa dell’ Alunno a vedere quello che è ancora un inedito. All’ingresso un portale dipinto con lesene corinzie e due figure al di sopra del cornicione: un giovane ignudo che regge il simbolo di San Bernardino e un putto con un cartiglio di benvenuto e la data, 1473.
Prima del restauro si vedevano solo deboli tracce della mano del giovane. Un grande angelo, al di sopra di una porta ad arco, protegge un’altra stanza dalle pareti fitte di disegni all’antica, schizzi, appunti e conti. Se si entra in una casa d’artista alla ricerca della sua autobiografia, qui si trova anche il suo autoritratto, anzi un doppio ritratto, di profilo, il suo e quello della moglie, accanto i loro nomi, a grandi lettere, su due righe, Niccolò e Chatarina.
da: SPECCHIO, n. 230 del 24 giugno 2000