Un grande evento dedicato a Giotto nell’VIII Centenario dell’Approvazione della regola di San Francesco

11 Aprile – 5 Settembre 2010
Assisi, Basilica di San Francesco e Palazzo del Monte Frumentario 

Nell’VIII Centenario della fondazione dell’ Ordine Francescano, la città di Assisi promuove uno straordinario evento dedicato a Giotto e agli affreschi della Basilica di San Francesco. Aspetti finora ignoti della sua pittura, sono messi in evidenza, anche grazie alle più moderne tecnologie, che ci consentono di recuperare con il restauro le opere originali e, dove non è possibile, di restituirle in forma virtuale. Curatore dell’iniziativa è Giuseppe Basile, a cui si deve uno straordinario lavoro di restauro e di ricerca, grazie al quale è oggi possibile realizzare questo grande evento.

Il restauro della Cappella di San Nicola nella Basilica Inferiore
Il progetto comprende innanzitutto il restauro dei dipinti murali di Giotto nella Cappella di San Nicola nella Basilica Inferiore, che è l’ultimo atto di una delle più importanti attività di restauro e di studio mai svolte in Italia.

Dal tragico evento del terremoto del 1997, tutta la Basilica di San Francesco è stata infatti interessata da interventi strutturali e conservativi che hanno permesso di “vedere da vicino” uno dei più avvincenti capitoli della storia dell’arte dell’Occidente, dove hanno lavorato i maggiori pittori del Medioevo: il MaestroOltremontano e il Maestro di San Francesco e poi CimabueJacopo TorritiGiotto e successivamente Pietro Lorenzetti e Simone Martini.

In realtà la presenza di Giotto, documentata nel 1309, lascia ancora aperti alcuni interrogativi, ad esempio sui suoi aiuti o sul tempo in cui è rimasto ad Assisi, che gli esiti del restauro potrebbero contribuire a sciogliere, dato che siamo in presenza di una pittura di qualità altissima e di un committente particolarmente importante.

Il cantiere di restauro è aperto ai visitatori, che potranno salire sui ponteggi, seppure in gruppi contingentati, per ammirare da vicino “i colori di Giotto” e la sapiente attività dei restauratori coordinata da Sergio Fusetti, con l’ausilio di una audioguida in più lingue inclusa nel biglietto.

La mostra virtuale al palazzo del Monte Frumentario
Dalla Cappella di San Nicola i visitatori possono salire nella Basilica Superiore per ammirare le Storie Francescane, lungo tutte le pareti della navata e da qui raggiungere, a pochi passi, il trecentesco Palazzo del Monte Frumentario, da poco restaurato, per approfondire la conoscenza di quelle 28 scene che compongono uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia dell’arte. Nelle sue suggestive sale è allestita una mostra virtuale su “Giotto com’era“, che offre la possibilità di conoscere l’aspetto originale delle Storie di San Francesco della Basilica Superiore, ricostruite grazie agli studi di un’équipe dell’Istituto Centrale del Restauro diretta da Giuseppe Basile ed alla maestria di Fabio Fernetti. In un unico spazio che ricorda, seppure in dimensioni ridotte, la navata unica della Basilica, gli affreschi sono presentati nel loro aspetto originario prima delle alterazioni che il tempo e le vicende storiche hanno fatalmente favorito.

Se l’intervento sui dipinti della Cappella di San Nicola (pensato come un “cantiere aperto”) è un esempio di recupero materiale di un’opera d’arte, gli allestimenti al Monte Frumentario costituiscono il primo esempio in assoluto di un recupero virtuale di un ciclo pittorico condotto alla luce di ricognizioni specialistiche dell’opera. Per rendere ancora più interessante la restituzione delle Storie francescane, grazie alle tecnologie digitali di HAL9000 gli affreschi virtuali sono messi a confronto con il loro aspetto attuale, disponibile in una serie di schermi con touch screen disposti in corrispondenza di ogni gruppo di scene.

In una specifica sezione dell’allestimento, a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è stata realizzata un’applicazione di realtà virtuale che consente una immersione sensoriale nell’affresco con Innocenzo III che benedice Francesco e la sua Regola, scelto in quanto simbolicamente rappresentativo di tutto l’evento. Il visitatore può entrare virtualmente all’interno della scena, percorribile ed esplorabile in modo semplice e naturale, con il solo movimento del corpo. La mostra è infine completata da una sezione dedicata alla tecnica dell’affresco a cura di Fabio Fernetti e dalla proiezione di un filmato dedicato ai restauri della Basilica, realizzato da Artmediastudio.

Orari: 
Palazzo del Monte Frumentario: 
tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.30. Ultimo ingresso alle ore 19.00.
Cappella di San Nicola: 
dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30, sabato dalle 9.30 alle 16.30, domenica dalle 13.30 alle 16.30. Biglietto: (inclusa audioguida nella Cappella di san Nicola)
Intero: Euro 10,00
Ridotto: Euro 8,00 per minori di 18 e maggiori di 65 anni, gruppi di almeno 15 persone, titolari di apposite convenzioni e coupons
Ridotto speciale: Euro 4,00 scuole e residenti nel Comune di Assisi Gratuito: minori di 6 anni, disabili, due insegnanti per classe, un accompagnatore per gruppo, giornalisti con tesserino.

www.icoloridigiotto.it 

Il custode del sacro convento
Padre Piemontese: “I dipinti e la spirirualità”

Sulla scia della celebrazione dell’ottavo centenario dell’approvazione della Regola di San Francesco, avvenuta nel nel 1209 da parte di papa Innocenzo III, il Sacro Convento di Assisi ha appoggiato e sostenuto l’evento i colori di Giotto.
“Siamo convinti che la bellezza degli affreschi oltre che elevare la mente e riscaldare il cuore rappresenti una spina verso Dio”.

Ha detto padre Giuseppe Piemontese, custode del sacro convento, ricordando come l’intento evangelizzatore dei frati francescani si fosse incontrato con l’arte di Giotto verso la fine del XIII secolo.
Un’arte che rappresentava “la vita, la teologia e il messaggio di Francesco”.

Dopo otto secoli di distanza le storie di San Francesco tornano in primo piano per la portata spirituale del loro messaggio: “La nostra generazione – ha spiegato padre piemontese – grazie a Giotto e a i suoi capolavori può immergersi nella spiritualità del poverello di Assisi e sentir risuonare il cantico di Frate Sole”.

Da: “Le mostre di Repubblica” aprile 2010 

Per approfondimenti leggi l’articolo “Giotto fu qui”.