di Alberto Grohmann

 

Recensione libro.
“…Gli spazi urbani, grazie al movimento di uomini, di merci, di capitali, di culture, divennero i punti nodali di una grande trama attraverso la quale l’Europa assorbì gli elementi di diversità e di novità che provenivano dal mondo esterno (…) Qui si respirò quell’aria che, almeno teoricamente, rese liberi individui che non vollero essere più legati da vincoli di dipendenza con altri uomini, ma affermarono la propria identità tramite la forza del denaro, le istituzioni cittadine, il riappropriarsi di una cultura che divenne espressione di una nuova società.” L’autore si domanda: che cosa è la città medievale? E anche: cosa gli uomini del medioevo intesero per città? Rispondendo con le parole di Roberto Sabatino Lopez, “ una città è prima di tutto uno stato d’animo”. Fu questo l’elemento che maggiormente pervase gli abitanti delle città dell’Europa medievale: sentirsi preminenti rispetto a coloro che vivevano fuori dalle cinta murarie. (…) Perché …la città medievale è luogo di esercizio del potere religioso e laico; luogo di scambio tra area agricola e non agricola; luogo di produzione non agricola; sede di economia monetaria; ma è essenzialmente uno spazio ove una pluralità di funzioni trovano la loro estrinsecazione, richiedendo necessariamente l’uso di strutture architettoniche aperte e chiuse e di tipi. Il che pone in luce lo stretto legame che a partire dal mondo medievale si determina tra città e simboli dello spazio urbano, ossia tra i luoghi e i territori ove le funzioni precipue della città trovano campo di applicazione. Intendendo per luoghi: le mura, le porte, la piazza, la chiesa, il palazzo pubblico, le sedi di organizzazione produttiva, le residenze laiche e religiose; per territori: il quartiere, la strada, gli spazi murati, i borghi, la campagna circostante. (…) Le connotazioni specifiche che la città medievale verrà ad assumere possono così sintetizzarsi: 
a) policentrismo, convergente verso un fulcro piazza-chiesa-palazzo pubblico; 
b) verticalizzazione (prestigio, difesa, simbologia di potere, alto valore dei suoli); 
c) gerarchie urbane (nodi di commercio, della produzione e della banca, fulcri di potere politico); 
d) luoghi dell’esercizio economico (bottega, fondaco, loggia, arsenale, mercato, sedi rappresentative dell’organizzazione economica); 
e) luoghi della vita spirituale (cattedrale, Chiese parrocchiali, monasteri, conventi, cappelle, chiese confraternali); f) luoghi dell’esercizio del potere (fortezza, palazzo pubblico); 
g) luoghi della vita amministrativa (armario, salara); h) luoghi della cultura (cenobio, università); i) luoghi della sociabilità e dell’isolamento (taverna, albergo, locanda, bordello, ospizio, ospedale).

Editori Laterza 
Stampa: Grafica 2003 
numero di pagine 190 
Euro 15,00