Al centro della penisola, il Lago Trasimeno si presenta a forma di cuore con rive basse a tratti coperte da fitti canneti e, intorno, tra la quiete della natura, graziosi borghi ricchi di storia e di arte.

Bellissima terrazza naturale affacciata da un lato sul Trasimeno e dall’altra sulla Valle del Nestore, Panicale è un antica fortezza militare,di cui ha mantenuto intatto l’aspetto.Qui nacque il pittore Masolino. Da ammirare la bella fontana quattrocentesca di Piazza Grande e il vicino Palazzo Pretorio, in pietra calcarea del Trecento. Pregevole la Chiesa di San Sebastiano, con un affresco del Perugino raffigurante il martirio del santo.

Percorrendo 12 Km si arriva a Castiglione del Lago, centro di impronta medioevale, abitato già in età etrusca. Il paese ha conservato le antiche mura e il castello collegato al Palazzo Comunale del ‘500. Si consiglia di salire alla torre del castello per godere dello splendido panorama sul lago e sulle colline. Nella Chiesa della Maddalena è custodita una tavola di Eusebio di San Giorgio, del ‘500. Percorrendo la S.S. 71 per 9 km si giunge a Borghetto e da qui, fiancheggiando il lago, si continua per altri 18 km fino a Passignano sul Trasimeno. Si tratta di un paese-castello di origine etrusca e poi romana, teatro della famosa battaglia tra Annibale e i Romani nel 217-218 a.C..
L’antico nucleo del paese è costituito dalla Rocca di origine longobarda.

Il territorio di Magione è stato interessato dalla presenza etrusca, qui viene infatti localizzato il tempio dedicato al dio solare “Cathu“. Recentemente, nei pressi di Montecolognola, è stato rinvenuto un piccolo santuario etrusco, frequentato tra il V e il III sec. a.C.. L’area sacrale è confermata anche dalla presenza, nelle vicinanze, del Santuario della Madonna delle Fontanelle, edificato nel 1508 su una sorgente taumaturgica attorno ad un’immagine della Vergine ritenuta miracolosa.
Magione sorge a poca distanza della riva orientale del Lago Trasimeno, ad un’altitudine di 299 metri s.l.m.. L’antica denominazione risalente all’XI secolo, Pian di Carpine , le derivava dalla diffusa presenza nella zona di una pianta, il carpine, ora pressocchè scomparsa, ma riprodotta nello stemma del Comune.

Il territorio è costituito da una fascia costiera, che vede nell’Oasi naturalistica “La Valle” il paradiso degli appassionati di botanica e il rifugio di numerose specie di uccelli stanziali e di passo, e da una zona collinare. Sulla prima zona sorgono le frazioni di Torricella, Monte del Lago, San Feliciano, San Savino, Sant’Arcangelo, nella seconda le frazioni di Agello, Villa, Soccorso, i caratteristici borghi di Montecolognola, Montemelino e Montesperello e lo stesso capoluogo, Magione.

Magione, ubicata sull’asse viario che collegava Perugia con il Trasimeno e Cortona e sulla confluenza della strada amerina, proveniente da Chiusi, nel medioevo costituiva un passaggio obbligato per i pellegrini diretti a Roma, in Terra Santa e a Santiago di Compostela ed è probabilmente per ospitare e rifocillare i viandanti che venne fondato, intorno alla seconda metà del XII secolo, dai Cavalieri dell’ordine ospedaliero di S. Giovanni di Gerusalemme (poi Cavalieri dell’ordine di Malta), l’ospizio sul cui nucleo, successivamente, sorse il Castello dei Cavalieri di Malta.

Il Castello eletto dai Cavalieri a loro residenza, detto la Magione, nome che poi ha finito col designare tutto l’insediamento creatosi intorno ad esso, nel corso dei secoli ha subito varie modifiche che gli hanno fatto assumere le connotazioni di un fortilizio.
Era il Castello, situato a sud, insieme alla Torre dei Lambardi del XIII secolo posta a nord, per controllare la strada che conduceva a Cortona, e al terreno paludoso nella parte più bassa a costituire il sistema difensivo della cittadina, che nel corso dei secoli è stata teatro di varie vicende belliche.

Magione ha dato i natali a Giovanni da Pian di Carpine, uno dei primi seguaci di S.Francesco, che con il nome di Fra’ Giovanni si recò, primo dei numerosi missionari italiani, in molti paesi d’Europa ed nel 1245 in Mongolia come latore di una missiva di Papa Innocenzo IV al Gran Khan dei Tartari. Sua la famosa “Historia Mongalorum” che descrivendo questo paese facilitò i successivi viaggi di mercanti ed esploratori, tra cui Marco Polo.

Consigliamo di visitare:

- Palazzo Comunale: Lungo la linea perimetrale della sala consiliare il pittore ha voluto raffigurare le frazioni del comune e la cittadina principale evidenziandone le caratteristiche economiche. Dietro gli sranni destinati al sindaco e alla giunta, un dipinto su tela raffigura Fra’ Giovanni da Pian di Carpine nell’atto di consegnare il documento ricevuto da Innocenzo IV al Gran Khan dei Mongoli.

- Chiesa di San Giovanni Battista: A partire da destra possiamo ammirare nel braccio destro del transetto una “Annunciazione”, nel catino absidale “Il battesimo di Gesù”, nei pennacchi basali della cupola “I quattro evangelisti”, nel braccio sinistro del transetto “L’apparizione di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque” e infine nella terza campata sinistra il fondo per l’altare del Crocifisso.
Chiesa di S. Maria Annunziata di Montecolognola: La cappella laterale destra, dedicata a S.Lucia, è stata affrescata nel 1948.
Chiesa di S. Cristoforo di Montesperello: All’interno della chiesa una serie di affreschi realizzati nel 1948 – 49. Si tratta di un trittico dedicato alla figura di S. Cristoforo che comprende la “conversione del Santo”, il “traghetto di Gesù” e il “martirio del Santo”.

- Castello di Zocco: Ad 1 km circa da S.Feliciano, in direzione nord, troviamo questo insediamento la cui prima menzione risale al XIII secolo. Si trattava, probabilmente di una comunità che come quella di S.Feliciano era legata all’Isola Polvese.
Fino al 1361 era denominato “villa” perché priva di cinta muraria, la cui costruzione iniziò intorno al 1403 e fu terminata verso il 1430. Nel 1438 la troviamo nominata come “castrum”. A seguito di un saccheggio e conseguente parziale distruzione, venne dotato di un torrione e di un pozzo, ma già prima del 1700 inizia la fase di lento degrado.

- Castello di Antria: Il castello di Antria è menzionato già nel 1185. In questa zona aveva dei possedimenti la canonica perugina di S.Lorenzo. L’insediamento che nella prima metà del XIII secolo era già provvisto di cinta muraria, successivamente veniva menzionato come “villa” lasciando ad intendere una progressiva distruzione dell’apparato difensivo, ma nel corso del XIV secolo si tornò ad indicarlo come “castrum”. Dell’antico castello rimangono le mura cui si trovano addossate poche case, il trecentesco ingresso ed un pozzo ultimato nel 1496.

- Chiesa di S. Giovanni Battista: La chiesa parrocchiale fu edificata nel 1571 dai Cavalieri di Malta. Sulla facciata in laterizio, di stile barocco, spiccano i massicci e slanciati pilastri che racchiudono il timpano curvilineo e l’ampio portale. L’interno, a croce latina, ha una sola navata a tre campate scandite da pilastri addossati che incorniciano quadri e nicchie con statue di santi di pregevole fattura.

Venne ristrutturata nel XVIII secolo ed ampliata nel 1836 dall’architetto modenese Luigi Proietti che le aggiunse il transetto e la conca absidale. Nel 1944 dei bombardamenti squarciarono la navata e la parte absidale che furono ricostruite nel giro di pochi anni. A seguito dei lavori di ristrutturazione venne commissionata al pittore Gerardo Dottori la decorazione con un ciclo di affreschi. Il pittore ha saputo inserire la lezione futurista, intesa come rottura e drammaticità, nella tradizione pittorica dell’arte sacra. Altro ciclo di affreschi del Dottori è presente nella sala consiliare del Palazzo comunale.

A partire da destra possiamo ammirare nel braccio destro del transetto una “Annunciazione”, nel catino absidale “Il battesimo di Gesù”, nei pennacchi basali della cupola “I quattro evangelisti”, nel braccio sinistro del transetto “L’apparizione di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque” e infine nella terza campata sinistra il fondo per l’altare del Crocifisso.

Pregevole è anche il crocifisso ligneo di autore ignoto del secolo XVII. Sotto l’altare maggiore sono custodite le reliquie del patrono di Magione, S. Clemente.

- Chiesa di S. Maria delle Grazie: La Chiesa, che venne edificata nel XIV secolo per volere della comunità locale, faceva parte di una struttura ospedaliera, funzione che cessò con gli inizi dello scorso secolo quando l’ospedale fu in parte demolito per lasciare posto alla strada che attualmente attraversa il paese.

La struttura ha subito modifiche e ampliamenti anche nel 1639 e nel 1720, anno in cui fu costruito il campanile in cotto, distrutto poi nella parte esterna da un fulmine nel 1943 e riedificato nel 1950. All’interno pregevole è una tela del 1371 raffigurante la “Madonna del latte”. Tracce di affreschi di rilievo si riscontrano in più parti della chiesa.

- Santuario della Madonna del Soccorso: Santuario dalla pianta a croce greca, rispetta fedelmente il tipo di costruzione della prima metà del XVIII secolo. Addossati ad esso vi sono da una parte la sacrestia e dall’altra il campanile; sul tutto spicca la cupola ottogonale con il lucernaio della stessa forma. La facciata in mattoni artisticamente disposti è orientata verso sud. L’interno presenta pareti e soffitto adornati di cornicioni gialli. Sopra l’altare maggiore all’interno di una nicchia si trova un affresco raffigurante la Vergine di autore ignoto. Sugli altari laterali e sulle pareti vi sono quattro grandi dipinti su tela del XVIII secolo.

- Torre dei Lambardi: Il fortilizio, recentemente restaurato, è il simbolo della città. Ha pianta quadrangolare e fu realizzato tra il XII e XIII secolo dai Cavalieri Gerosolimitani a scopo di difesa. Presentava avanti alla porta di ingresso un corpo avanzato, che racchiudeva un piccolo fosso dotato di un ponticello in pietra che permetteva l’accesso ad un sola persona per volta. Tutto ciò attualmente non è possibile vedere perché interrati, mentre il muro avanzato è stato distrutto. La base della torre ha un alto zoccolo foggiato a bastione. Originariamente era alta 60 metri, era dotata di tre piani in pietra e altrettanti in legno; ad essi si accedeva tramite scale in legno e pietra. La denominazione è d’epoca recente.

Si può visitare il Sabato e la Domenica dalle ore 10,00 alle ore 13,00.

- Castello dei Cavalieri di Malta: Sulla strada tra Perugia e Cortona, l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (dal secolo XVI Ordine dei Cavalieri di Malta) fondava agli inizi del sec. XIII un ospedale dedicato a San Giovanni Battista con chiesa omonima, facendone la propria sede o mansio.

L’Ordine di San Giovanni trasformò poi l’ospedale in castello nella prima metà del sec. XV.

Nei pressi di Corciano nel sec. XIV sorgeva un altro splendido castello, la Pieve del Vescovo, così denominato per essere la residenza di campagna dei Vescovi di Perugia.

Si possono ammirare capolavori del Perugino e del Bonfigli, nella chiesa di Santa Maria a Corciano.

In pieno Rinascimento il Cardinale Fulvio Della Corgna modificò l’edificio con significativi interventi di Galeazzo Alessi e con estese decorazioni a grottesca eseguite dal pittore toscano Salvio Savini.

- Oasi naturalistica “La Valle”: L’oasi, situata ai piedi del colle di S. Savino , per la ricca e varia presenza della tipica vegetazione, costituita essenzialmente da cannina palustre, rappresenta un prezioso rifugio per gli uccelli stanziali del Trasimeno e punto di riposo per gli uccelli migratori.

La gestione è affidata a Legambiente che organizza anche visite guidate al suo interno. Soprattutto in inverno, si osserva la presenza di cormorani, folaghe, aironi cinerini e falchi di palude. Qui amano nidificare aironi, garzette, tarabusini e considerevole è anche la presenza di palmipedi quali il germano, il moriglione, il marzaiolo.

L’oasi è vicina all’emissario del Trasimeno, il livello delle cui acque è stato fin dal tempo degli etruschi motivo di apprensione per le genti del posto tanto che si è cercato di regolare i flussi anche con canali artificili. Il primo intervento conosciuto è quello di Braccio Fortebraccio da Montone nel 1420. Tuttavia anche i successivi interventi non sono riusciti a regolamentare in maniera definitiva e durevole il livello delle acque, tanto che nel 1777, per ovviare ai continui straripamenti e ai casi di malaria, qualcuno propose di prosciugare il lago. L’idea prese piede tanto che nel 1865 il governo era pronto ad accoglierla, e fu solo grazie all’accanita opposizione degli abitanti e di un gruppo di intellettuali, tra i quali Guido Pompilj, che il lago si salvò.

Nei pressi del lago, a difesa del territorio controllato da Perugia, si costruirono diversi centri fortificati tra i sec. XIII – XIV come Montecolognola, San Savino, Monte del Lago, Castello dello Zocco, tutti in splendida vista sullo specchio lacustre.

I suoi valori naturalistici ed ambientali sono godibili nell’oasi naturalistica di isola Polvese, di San Savino e nel Museo della Pesca di San Feliciano.